2021 04 silenzioTi è capitato di pregare, di invocare Dio e di non ricevere nessuna risposta? È capitato anche a me.

All’inizio mi arrabbiavo, perché ero convinto che Dio dovesse rispondermi sempre e subito… altrimenti che Dio è? Qualcuno di voi ricorderà quel film di Jim Carrey, Una settimana da Dio. In una scena Dio (cioè Carrey) riceve così tante preghiere dalla terra che va in tilt, come un computer che ha ricevuto troppi comandi e non riesce ad elaborarli tutti insieme. A volte ho immaginato Dio bloccato davanti alle tante richieste che riceve dalla terra. Ma poi mi son detto: questo non è un film. Dio non è un computer, è Dio. Allora perché non risponde quando lo invochiamo?

Pensa un attimo al sabato santo. Qual è il senso di quel giorno? Perché Gesù non risorge subito e dal venerdì alla domenica di Pasqua c’è tutto quel tempo? A che serve quel sabato?

Penso che sia il tempo di Dio. Penso che quel sabato sia il tempo simbolico in cui Dio interviene e risponde alle nostre richieste di aiuto. Alle mie, alle tue e a quelle di Gesù. Non so quanto duri quel sabato, premesso che è per me non sono 24 ore, ma è un tempo simbolico. Credo che sia il tempo della storia. Credo, cioè, che Dio risponda alle nostre tante richieste nel corso della storia, non nel corso della mia vita. E sai perché? Perché tutti gli facciamo le stesse richieste. Tutti gli poniamo le stesse domande e ci presentiamo a lui con le stesse fragilità.

Così Dio decide di rispondere a tutti, non solo a me, e lo fa in un tempo lungo, per me interminabile, che è il tempo dell’umanità. Non pensare, dunque, che non ti risponda. In quel silenzio interminabile,

Dio è all’opera per tutti noi.

Buona Pasqua.

P. Antonio


Articolo pubblicato sul mensile insieme di aprile 2021.