2020 10 diversitaspiegataSono una donna da sempre attenta e sensibile ai temi sociali, con maggiore convinzione e motivazione da quando sono diventata madre. Può sembrare banale, ma i bambini di tutto il mondo nascono senza alcun pregiudizio nei confronti dell’altro, nei confronti di chi non conoscono, ed è proprio su questo che cerco di lavorare sui miei bambini, con discrezione.

Vorrei fare in modo che crescano liberi da pregiudizi, con uno sguardo curioso nei confronti della diversità, perché la diversità c’è, esiste, ed è senza ombra di dubbio, ricchezza.

Qualche tempo fa cercavo due bambole da regalare ai miei figli perché se ne prendessero cura, trovo che il gioco simbolico sia fondamentale nella crescita dei bambini e credo che sia fondamentale scegliere giochi e libri da avere in casa in maniera accurata e selettiva.

Non avendo voglia di accontentarmi delle solite bambole acquistabili in un qualsiasi negozio di giocattoli, ho preferito cercare on line perché sono almeno due aspetti che non condivido dei classici toys center.

Il primo è l’assurda divisione in giochi di genere. Mi spiego meglio: entrando in uno di questi grandi centri commerciali dedicati ai bambini, salta subito all’occhio come i giochi siano divisi in due grandi settori, giochi dedicati alle femmine, giochi dedicati ai maschi. Per le femmine, carrellata di: bambole di ogni genere, uso del rosa spropositato, lavatrici giocattolo, kit per lavare il pavimento, piccoli stendi biancheria, toletta per trucco e parrucco e così via. Corsia dedicata ai bambini: costruzioni, armi di tutti i tipi, macchine, moto, escavatori, attrezzi per costruire e riparare ecc. ecc. In entrambi i casi, il 90% di questi giochi è rigorosamente in plastica, spesso scadente, esageratamente costosi ma questo è un altro argomento.

Un altro aspetto di elevata importanza e a mio avviso gravità è la totale assenza di bambole o foto pubblicitarie che ritraggono bambini sulle varie confezioni di giocattoli, di etnie diverse da quella Europea, come se il mondo fosse popolato esclusivamente da un’unica etnia.

Ovviamente anche in Europa esistono bambini con capelli neri, bianchi, rossi, ricci, lisci ma sugli scaffali la maggior parte delle bambole ha i capelli biondi, lisci e occhi rigorosamente azzurri. Ma perché? Che senso avrebbe avuto l’acquisto di due bambole, anche di marchi differenti, per poi portare a casa due prodotti pressoché uguali?

Per queste ragioni ho effettuato una ricerca on line ed ho scoperto un mondo molto più vario e colorato. Una piccola azienda svedese a conduzione familiare produce bambole in pezza, completamente cucite a mano e in tutti i colori della pelle, degli occhi e dei capelli. Un altro marchio produce delle bambole realistiche in tutti gli aspetti del corpo, con tipici tratti e colori di varie nazionalità. Ho subito apprezzato quest’idea, tanto da acquistare subito una bellissima bambola africana per mia figlia e un bel maschietto sud-americano per mio figlio. I miei bambini le hanno accolte con estremo entusiasmo, da subito se ne sono presi cura con piccoli gesti, entrando immediatamente a far parte della famiglia.

Il primo giorno al parco è stato un po’ difficile ma era la prova da superare e che mi aspettavo. Alice giocava con un gruppo di bambini e bambine, quando questi hanno notato Luna, hanno liberato la loro naturale spontaneità con qualche commento che ha profondamente ferito Alice che è corsa da me in un pianto inconsolabile, dicendomi che forse sarebbe stato meglio se Luna avesse avuto la pelle rosa. A quel punto le ho sorriso rassicurandola, e l’ho aiutata a riflettere semplicemente chiedendole se a lei Luna piacesse così com’è.

Questo è bastato a rassicurarla e a fermare le sue lacrime.

Con i bambini non servono grossi discorsi filosofici, loro amano la concretezza!

Si sono presentati nuovi episodi ma Alice era ormai consapevole e tutte le volte con l’estrema sicurezza e convinzione di chi conosce, ha spiegato ai suoi amici che Luna viene da un paese molto grande che si chiama Africa, dove c’è sempre il sole.

Non conoscere porta spesso al giudizio senza reali fondamenta, a puntare il dito contro. Con i bambini, raccontare, conoscere, verbalizzare ogni cosa con parole chiare, semplici e coincise è la chiave.

La diversità è cultura.

Lucia Sanapo


Articolo pubblicato sul mensile insieme di ottobre 2020.